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martedì 1 ottobre 2013

DURC, ancora novità in arrivo

Il rilascio del DURC ha ora nuovi modelli disponibili, dopo l'aggiornamento dell'INAIL. Le modifiche fatte sono conseguenza del Decreto del fare, convertito il legge 98/2013. Il Ministero ha anticipato le modifiche già a inizio settembre e da oggi vengono rese effettive. Il DURC ha ufficialmente una validità di 120 giorni, requisito aggiornato dei moduli per la richiesta tramite INAIL.


La durata viene certificata sia per i contratti pubblici che per lavori edili tra privati.

Per appalti di tipi pubblico, inoltre, la data di validità è indicata a partire dalla data di verifica, non più dalla data di rilascio. La verifica sarà, quindi, un requisito fondamentale per avere accesso al documento originale. I 120 giorni, inoltre, valgono per tutti i certificati, disposizione che ha reso necessarie le modifiche ai moduli. Ricordiamo che è possibile richiederlo per i seguenti rapporti lavorativi:
  • Lavori, servizi e forniture pubblici
  • Lavori tra privati in edilizia
  • Richiesta di sovvenzioni o agevolazioni
  • Servizi e attività in concessione o convenzione

È stato anche approvato l'invio telematico del DURC, che avviene tramite PEC. A questo proposito è utile leggere le disposizioni che l'INAIL ha diffuso nel mese di agosto.

Per richiedere il DURC, invece, è necessario collegarsi allo sportello unico previdenziale, il cui accesso permette di controllare il proprio status e accedere ai servizi online INAIL. Ecco il link per utilizzarlo --> DURC online

La digitalizzaione è completa.
Ora il Decreto del Fare è ufficialmente attivo e l'edilizia può ripartire dalle semplificazioni burocratiche.


Fonte: Redazione Edilizia.com

domenica 22 settembre 2013

Metri quadri al posto dei vani, più vicina la riforma del Catasto

La nuova determinazione del valore patrimoniale e della rendita degli immobili supera l’esame della Commissione Finanze della Camera

19/09/2013 - Si fa più vicina la riforma del Catasto. Il ddl sulla delega fiscale, contenente la revisione del catasto fabbricati, dopo la pausa estiva ha ripreso il suo iter in Commissione Finanze della Camera.
E' confermata la sostituzione dei vani con i metri quadri e l’individuazione di algoritmi per determinare il valore degli immobili, ma anche l’accatastamento telematico e l’attribuzione di maggiori risorse ai Comuni per l’emersione degli immobili non dichiarati, nonché la revisione delle categorie catastali per rispondere ai cambiamenti del mercato.



In base al nuovo sistema, il valore patrimoniale delle unità immobiliari a destinazione catastale ordinaria (gruppi A, B e C, come abitazioni, uffici, biblioteche, magazzini sotterranei, negozi, stabilimenti balneari, tettoie e autorimesse) sarà determinato dal valore di mercato per metro quadro. A questo valore si applicheranno dei coefficienti in base alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie dell'immobile.
In pratica, l’insieme dei coefficienti genera un algoritmo, che può modificare di molto il valore del metro quadro. Moltiplicando il valore ottenuto per il numero di metri quadri, si otterrà il valore patrimoniale dell’immobile.

Per determinare il valore delle unità immobiliari a destinazione catastale speciale (gruppo D in cui rientrano opifici, capannoni industriali, alberghi) si userà invece un sistema di stima diretta grazie all'applicazione di metodi standardizzati e di parametri di consistenza specifici per ciascuna destinazione catastale speciale.
Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento diretto ai valori di mercato, si userà il criterio reddituale o, per gli immobili strumentali, quello del costo.

La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Il valore delle locazioni al metro quadro, cui deve essere applicata una riduzione per le spese di manutenzione e gli adeguamenti tecnici, verrà moltiplicato per la superficie e il risultato sarà il valore della rendita.

I valori patrimoniali e le rendite dovranno essere adeguati periodicamente  in relazione alla modificazione delle condizioni del mercato di riferimento.

Per le unità immobiliari di interesse storico e artistico dovranno invece essere studiate riduzioni dei valori patrimoniali e delle rendite che tengano conto dei più gravosi oneri di manutenzione e conservazione, del complesso dei vincoli legislativi per la destinazione, l'utilizzo e il restauro.

Per seguire l’iter della riforma si dovrà ora attendere l’inizio della discussione in Aula, prevista per lunedì prossimo.